le domande che ci aiutano per conoscere le grappe
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Vogliamo sin da subito chiarire che questo approfondimento sul mondo delle grappe, per quanto esperti del settore, è frutto di conoscenza di una famosa distilleria italiana che abbiamo ritenuto professionale per gli argomenti trattati.

Deriva dal termine dialettale Graspa. Il termine grappa si incominciò ad usare solo verso la fine del 1800, prima in ogni regione aveva un nome diverso, ad esempio in Piemonte si chiamava Branda.

Una Grappa è morbida quando non sono presenti componenti aggressive alla lingua (per esempio come la Grappa di Moscato) mentre è secca quando sono presenti componenti che danno sensazioni astringenti (come per esempio la Grappa di Erbaluce).

Tutti i distillati quando si producono sono bianchi, cioè incolori.La Grappa diventa gialla perché è stata messa in contenitori di legno (botti e tini) che cedono sostanze coloranti oppure è stata corretta con il caramello.

La grappa è invecchiata se conservata in recipienti di legno di varia capacità per un minimo di 12 mesi, mentre è barricata quando la Grappa è stata conservata in botti con capacità inferiore a 500 litri, chiamate barrique.In entrambi i casi la grappa deve essere conservata in magazzini sotto controllo statale.

La Grappa è ottenuta dalla distillazione diretta della vinaccia, cioè del materiale solido (raspo, buccia e vinacciolo) che avanza dopo la torchiatura dell’uva; l’acquavite d’uva è ottenuta dalla distillazione dell’uva fermentata, quindi dell’intero grappolo.

Una grappa è aromatica quando si ottiene da vinacce che provengono da uve aromatiche (esempio moscato, brachetto, malvasia) mentre è aromatizzata quando alla grappa vengono aggiunti elementi aromatizzanti naturali.

Il colore ambrato deriva in parte dalle sostanze cedute dal legno di una botte, in parte dall’eventuale aggiunta di caramello.

Sì, perché origina da una materia utilizzabile solo in piccola parte e facilmente deperibile e richiede una distillazione particolarmente attenta e onerosa ed i volumi prodotti sono necessariamente contenuti.

No, esistono ottime grappe a partire dal limite minimo di legge di 37,5°.

Il consiglio è di bere le grappe bianche tra i 10 e i 12 gradi, le invecchiate massimo 18 gradi.

Normalmente per la Grappa si usano barrique già utilizzate per il vino e se la Grappa introdotta non viene sostituita possono durare anche 5/10 anni.

Sì, perché origina da una materia utilizzabile solo in piccola parte e facilmente deperibile e richiede una distillazione particolarmente attenta e onerosa ed i volumi prodotti sono necessariamente contenuti.

La Grappa è stata inventata dagli italiani all'inizio dello scorso millennio; ma se ne hanno notizie certe solo a partire dal 1400.

Sono le Grappe ottenute dalla distillazione di vinaccia proveniente da un unico tipo di uva, normalmente vengono usate le vinacce di uve pregiate il cui nome viene indicato in etichetta.

In Italia si producono mediamente 8.500.000 litri a pieno grado (corrisponde a circa 32.000.000 di bottiglie da lt. 0,7 a 40° alcol).

E’ un processo fisico che consente, attraverso il riscaldamento, l’estrazione di componenti contenute in una materia prima e di separarle in base alla rispettiva temperatura di ebollizione.

Sì, la Grappa ha la caratteristica di poter essere prodotta con distillatori diversi. Esistono gli alambicchi discontinui (a fuoco diretto, a bagnomaria, a caldaietta a vapore) e quelli continui (lavorano appunto senza soluzione di continuità). Oggi si utilizzano soprattutto gli alambicchi continui, riservando quelli discontinui solo a produzioni di nicchia.

Perché è un materiale ottimo per la conduzione del calore e, soprattutto con le tecnologie di un tempo, facilmente lavorabile.

Normalmente la grappa viene prodotta intorno ai 75°, successivamente viene portata al grado desiderato con l’aggiunta di acqua.